Ieri sera sono andata al Fandango caffè in Piazza di Pietra (Roma) a sentire il concerto di Momo, una cara amica che canta con astratta e bellissima ironia (e poesia). Mi piace molto la sua "musica". Ai suoi concerti canto come a quelli di Baglioni, rido facendo Fontanella e sogno con lei come in un quadro di Chagall.
Lei è la voce di chagall, se Chagall avrebbe una sua versione musicale italiana moderna. Due occhi che guardano il mondo con il filtro dell'immagginazione, del gioco, dei bambini dentro, del surreale.
Aspettando l'inizio del concerto, ho incontrato Andrea.
Lui era con un gruppo di amici. Io sola aspettavo i miei di amici, in ritardo (come al solito). Aveva in mano una crostata di fragole con un nastro di raso bordeaux, tutta impacchettata, lucida e perfetta. Cercavo di non guardarla, ma alla fine ero sola, lei era bellissima e io non ho fatto altro che fissarla.
Lo stile era elegante: una bella frolla alta e fine, una crema soffice che sbucava tra le fragole sparse, lo zucchero a velo e le scorzette di limone. Avrei detto
Cristalli di Zucchero (nota pasticceria romana) ma il pakaging era neutro. Alla fine, mi sono fatta coraggio e ho chiesto al "padrone" della crostata qualche delucidazione.
Così ho conosciuto Andrea De Bellis, pasticciere (e chef).
Non ho assaggiato la crostata di fragole, quindi come critica non vorrei\dovrei sbilanciarmi ma, le quattro chiacchere pre concerto, oggi una navigata sul suo sito fleurs de sucre (cenette a domicilio, cestini per pic nic, insieme al
Nyotaimori, ovvero una cena sushi servita sul corpo di una donna), l'immagine di quella crostata di fragole incellophanata e la voglia di posesso immediato di uno di quegli anelli fatti di zucchero e fiori (in foto), mi bastano.
Appena riesco contatto Andrea e mi faccio fare una crostata tutta per me.
(le foto sono tratte dal sito fleurs de sucre).