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B O T T E G A L I B E R A T I

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Io non ho mai visto un fegato così! E' il fegato di una manza umbra pigra e grassa che il macellaio Liberati mi ha tagliato ieri. Mai visto un tessuto così poroso e soffice...

Inizia così la mia ora libera chez Bottega Liberati, un tempio della carne e del buono a Roma. Siamo vicini agli studios di Cinecittà, il Centro Sperimentale di Cinematografia sulla Tuscolana, traiettoria urbana popolare, negozi, cinema e metro.  

Roberto è appena tornato da Vipiteno dove è andato a prendere col camion 2 Galloway fantastiche, dalla carne rossa, consistente e sapida.

Serve due clienti con cestino (qui non ci sono carrelli), poi mi accoglie con questo boccone.

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Per me che in fondo mi sento una ex vegetariana posseduta dalla carne, mangiare carne cruda è un benvenuto bellissimo.

Compare, a pop up tra un cliente e l'altro, tra una seduta collettiva in cui mi confronto con una signora sulla preparazione dei falafel e un bicchiere di Chianti, una salsiccetta affumicata. Sembra cervo, ma è manzo: dolcissima, con il legno affumicato che resta in bocca.

Sono venuta a ritirare un kg di "Sasizza alla lucana" che avevo ordinato via FB la sera precedente. Bottega Liberati è attiva sul web e spesso ci scambiamo foto, dritte e battute. Dovendo organizzare una cenetta materana, ho pensato di ordinare alla mia macelleria preferita una super salsiccia di maiale casertano. Il tocco, che Giulia mi svela, è l'aggiunta di un super lardo affumicato (Paolo Parisi) tagliato grosso.

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Dopo l'ennesimo dadino di salsiccetta affumicata, vedo le mie "sasizze" appena fatte, col budello ancora umido. Avevo chiesto fosse tagliata grossa e grossolanamente, con poco sale e tanto finocchio. E' dopo il fegato incredibile, anche questa "sasizza" ordinata sul web è meravigliosa. La assaggio subito rubandone un pezzo e svengo.

Roberto mi fa rianimare con un po' di polpa di Piemontese allevata nell'Oltrepò e poi mi invita nella cella frigo a vedere le creature, le 2 Galloway appena ritirate a Vipiteno

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Dentro la cella tra le mezzene c'è un odore stranamente non di sangue né di morto. Arriva un'assaggio dalla spalla di una manza veramente buono. Quasi condito da quanto è sapido. Eppure nudo e crudo.

Per pulirmi la bocca da questa orda proteica, row and extreme, mi arriva un altro assaggio di salsiccia. Non quella di prima, ma una special, con della mela limoncina nell'impasto. Effetto fresco e delicato.

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La Bottega Liberati fa un'importante ricerca sui cru della carne. Sì, cru come il vino. La razza della carne come la varietà del vitigno, viene ricercata direttamente dal produttore, conoscendo di persona produttori e allevatori. Cinta senese, La Granda piemontese, Maiale casertano, Nero dei Nebrodi, Abbacchio laziale, capretti dei monti Lepini. Ad ogni razza Roberto associa il nome dell'azienda e il proprietario. Eugenio Barbieri in Piemonte  per la Granda, Robert Budler (?) a Vipiteno per le Galloway appena ritirate o l'Azienda San Bartolomeo per i polli e con loro tanti altri

Il lavoro che questo macellaio attento fa con l'allevatore è molto simile a quello dell'Affinatore. A stretto contatto con gli allevatori da cui si fornisce, Roberto è attivo nel consigliare alimentazione, pascoli e il momento migliore per la macellazione. Le bestie vengono seguite dalla nascita, cresciute (bene) e macellate (bene). 

Roberto è una sorta di garante di tutto questo. Della bestia che mi fa assaggiare, mi racconta anche la storia. Nome e Cognome, dove e come viveva, se usava la stalla, che tipo di pascolo faceva, a che altitudine e quanto stava bene.

Visto che sto divorando carne in una macelleria, da un macellaio posseduto da quella bella passione autentica per le cose buone, non mi nasce neanche un minimo moto di tristezza per la bestia ammazzata. Dalle storie che Roberto mi ha raccontato ho la certezza che erano bestie felici. E questo basta.

11 novembre 2010 nella cose buone | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Nichi & Carlin

Rr
Ammetto mi ha fatto un certo piacere sentire che il Papa della sinistra (così lo chiamano) vuole Gino Strada (Emergency), Lorella Zanardo, Don Ciotti e con loro Carlo Petrini dentro l'Universo Vendola, quel bel mondo che Nichi sta progettando. Anche se a volte mi sembra un politico troppo idealista e a tratti ingenuo, spunta sempre più, nel marasma della politica italiana, un folletto pugliese chic, attento, coerente, che finalmente mi convince. Inizia.
Bene sapere che Carlin è chiamato all'appello.

28 ottobre 2010 nella cose buone | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)

sushi stop

Oggi sul Corriere della sera leggo un traflietto sul Sushi al mercurio tratto dal NY Times di domenica. Inchiesta su 20 ristoranti manhattiani (tra i quali Nobu Next Door, Sushi Seki, Sushi di Gari e Blue Ribbon Sushi e il negozio Gourmet Garage) abbastanza allarmante: tutti superano la soglia di rischio rispetto alla presenza di mercurio nel tonno.
In Europa come siamo messi???
Io sto spesso male con il tonno crudo!!!!!! In attesa di informazioni più chiare, faccio una pausa sushi alimentare, buttandomi su scarpe, orologio e cuscino!
(apres-midi-milano.blogspot.com e gizmodo.it)
Sushi_3

24 gennaio 2008 nella cose buone, ristoranti | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)

carote

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Sono rimasta un pò stupita della mia scarsa memoria... ma davvero non mi ricordavo che le carote un tempo erano proprio tutte viola...
Ieri sono stata a Testaccio, al mercatino bio, e ho comprato queste fantastiche carote viola. La "fruttaola" mi ha raccontato che le carote prima del 1800 erano tutte viola.
Avevo qualche dubbio... ho verificato e invece aveva ragione lei, erano tutte viola:
"Nel 1720 gli olandesi decisero di cambiare il colore delle carote in onore della dinastia regnante, gli Orange, e di qui ebbe inizio la trasformazione, che non è avvenuta in laboratori, come per le moderne "modificazioni genetiche", ma nei verdi campi olandesi, per selezione successiva, partendo da un seme di carota proveniente dall'Africa del nord. Così nel giro di qualche anno si è arrivati ad una carota arancione, perdendo la semenza delle prime che fino ad allora erano viola o bianche. (yahoo answer)
Buone, sono buone come le arancioni... forse meno dolci. Le ho preparate in zuppa (lessate e frullate) con qualche chips viola di carota viola sopra. Non male!


17 gennaio 2008 nella cose buone, tecnologia | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

Manager Gourmet

L'amico Hamos Guetta l'ho conosciuto grazie a Dario Laurenzi.

Hamos è uomo felice di stare al mondo, realizzato. Una moglie bellissima con due fari celesti inteligenti. Lui ricco e curioso menager di una grossa azienda di abbigliamento.

Una sera ci ha cucinato una sequenza di piatti davvero strepitosa: la cultura ebraica tripolina in una delicata e piccante rivisitazione Download cena_hammus_guetta.ppt .

La settimana scorsa ci siamo incontrati alla Città del gusto per una bella degustazione di Mieli Thun e arancini di Gabriele Bonci. Tra l'"arancino del cavolo" (broccoli, cavolfiore e cavolo in tre consistenze) e il succhiare l'acacia direttamente dall'arnia, Hamos mi ha detto che lo avevano invitato ad una gara di cucina tra menager e che era indeciso sulla ricetta. Per trenta minuti abbiamo parlato solo del come fare la salsa, se il pacchero metterlo dritto o orizzontale, se uno o tre, col pesce crudo, marinato o scottato all'interno...

Clip_image002_2

Qualche giorno fa Hamos mi ha detto che aveva vinto la Manager Gourmet con una ricetta che lui presenta così: "Pacchero peccatore. Nome dato  per via  del nome originario della salsa harimi che vuole dire piccante ma  anche peccato. Quindi peccatore   poiche la pasta va ad intingersi in sugo che non le appartiene in origine, infatti questo sugo abitulamente si prepara con trancia di pesce  e si mangia con il pane".

Bello pensare che dietro tutto questo c'era anche un idea comune!

Ecco l'Ansa e la ricetta per esteso.

Download ricetta___vincitrice____di_manager_gourmet111.doc

Grazie e Complimenti!!

» 2007-11-28 16:58

Hamos Guetta premio Manager Gourmet

Sfida culinaria riservata ai capitani d'industria

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - Il libico Hamos Guetta, amministratore delegato di Obj, ha vinto il Manager Gourmet, sfida culinaria riservata ai capitani d'industria. Si e' aggiudicato la prima edizione del concorso grazie ad un piatto a base di pasta con spigola e ed una salsa felfeluciuma con aggiunta di carvi grattugiati. Organizzato da Marriott Grand Hotel Flora di Roma in collaborazione con Yacht Capital di De Agostini Periodici e Alice Tv, ha fatto scoprire le doti ai fornelli degli uomini ai vertici delle aziende.

06 dicembre 2007 nella cose buone | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

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