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pizza box

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In questi ultimi giorni non mi perdo mai le gallerie fotografiche e i fotoreportage che quotidianamente La Repubblica pubblica sul suo portale. A volte robe divertenti, altre delle cretinate. Chiaramente le foto food mi incuriosiscono di più.

Oggi è la volta delle scatole per pizza da asporto. Tutte pubblicizzate, con tanta grafica e colori accesi. Trovo fantastica quella che invita i propri clienti a ricercare e riconoscere sulla supereficie della pizza l'immagine di Osama. A quando la Napoletana con Padre Pio?

27 marzo 2007 nella Food and Drink, ristoranti, tecnologia | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

Arte in tavola

MetroFiniti musei, pittura e scultura da vedere vado di mostra in mostra. Gallerie di fotografia soprattutto (segnalo la Galerie VU nel Marias e la Maison de la Photographie davvero interessanti).

Arte_della_tavola_1_1Un amico mi segnala una mostra di foto. Quindi vado. Si tratta di foto anche food (come potevo perdermela?). La mostra è dentro i magazzini Printemps (lo so non ci dovevo andare, era chiaro che... ). Eppure vado, lo stesso.

Anticipando la settimana  della moda a Parigi, l'ICE ha organizzato un'iniziativa sul Made in Italy dal titolo ARTE della TAVOLA. La mostra della fotografa Chiara Santarelli è parte del programma.

  Dsc05076Al 4° piano (area casa) si apre il solito: tanti prodotti commerciali disposti con gusto francese, elegante, cromatico e raffinato. (Io mi aspettavo uno spazio separato.. almeno per la mostra)

Dsc05067In fondo al piano in un box: uno chef cucina. Ma si cucina francese e non è parte dell'iniziativa ICE. E' di Atelier des chefs (di cui magari parlerò poi). Dsc05074_5

Le foto della mostra (ma per favoreeee) sono 6 pannelli appesi sopra tanti barattolini di salse, salsette e pesti. Ogni pannello un abbianamento tra un ritratto e un cibo. Abbastanza banale: supplì, lasagne e Co. La cosa davvero grave è che oltre il 70% dei prodotti esposti sono di due catene di prodotti italiani, tutte francesi. Olio & Farina e Bo&No. Dsc05070_1

Che schifo questo Istituto Commerco estero!!

26 febbraio 2007 nella Food and Drink, tecnologia | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)

fleurs de sucre

Ieri sera sono andata al Fandango caffè in Piazza di Pietra (Roma) a sentire il concerto di Momo, una cara amica che canta con astratta e bellissima ironia (e poesia). Mi piace molto la sua "musica". Ai suoi concerti canto come a quelli di Baglioni, rido facendo Fontanella e sogno con lei come in un quadro di Chagall.

Lei è la voce di chagall, se Chagall avrebbe una sua versione musicale italiana moderna. Due occhi che guardano il mondo con il filtro dell'immagginazione, del gioco, dei bambini dentro, del surreale.

Foto_bio_11Aspettando l'inizio del concerto, ho incontrato Andrea.

Lui era con un gruppo di amici. Io sola aspettavo i miei di amici, in ritardo (come al solito). Aveva in mano una crostata di fragole con un nastro di raso bordeaux, tutta impacchettata, lucida e perfetta. Cercavo di non guardarla, ma alla fine ero sola, lei era bellissima e io non ho fatto altro che fissarla.

Lo stile era elegante: una bella frolla alta e fine, una crema soffice che sbucava tra le fragole sparse, lo zucchero a velo e le scorzette di limone. Avrei detto Foto_past_31Cristalli di Zucchero (nota pasticceria romana) ma il pakaging era neutro. Alla fine, mi sono fatta coraggio e ho chiesto al "padrone" della crostata qualche delucidazione.

Così ho conosciuto Andrea De Bellis, pasticciere (e chef).

Non ho assaggiato la crostata di fragole, quindi come critica non vorrei\dovrei sbilanciarmi ma, le quattro chiacchere pre concerto, oggi una navigata sul suo sito fleurs de sucre (cenette a domicilio, cestini per pic nic, insieme al Foto_nyo_31Nyotaimori, ovvero una  cena sushi servita sul corpo di una donna), l'immagine di quella crostata di fragole incellophanata e la voglia di posesso immediato di uno di quegli anelli fatti di zucchero e fiori (in foto), mi bastano.

Appena riesco contatto Andrea e mi faccio fare una crostata tutta per me.

(le foto sono tratte dal sito fleurs de sucre).

04 febbraio 2007 nella arte, Food and Drink, tecnologia | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)

Sushisen

KaitengentePranzetto paterno al Sushisen, piccolo giapponese zona Ostiense (Roma).
A pranzo ogni piattino costa indistintamente 2,50 euro. Evitando il Californan rolls e la tempura (quella che scorre  sul katenzushi è sempre fredda) e i nighiri e i Sushi Roll troppo ricchi di salsa, è un ottima   economica variante mangereccia in zona.
Qualche giorno fa su You Tube mi sono vista un video surreale sulle buone maniere dentro un sushi bar. Lo consiglio! Non ho davvero capito quanto sia ironico e quanto reale.. (anzi se qualcuno mi dà delucidazioni, ringrazio in anticipo), comunque oggi: via le bacchette e bella mangiata con le; mani, come sembra si debba realmente fare. Solo tre dita, poca pressione, tuffetto nella soja e via!! Sayounara (si scrive così!!).

12 gennaio 2007 nella Food and Drink, ristoranti, tecnologia | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)

Cascina Caremma

Mia cugina vive nel Parco del Ticino, non lontano da Milano. Tutte le volte che voglio andare a trovarla, mi viene naturale sbadigliare, perché per me la nebbia è sininimo di sonno, di piumini caldi e di vin bruleé davanti al camino. Io non potrei vivere tra risaie, nebbie e fiumi in piena. Però lei è felice nella sua cascina e io fedele la vado a trovare quando posso.

Dsc02706Questa volta mi sono ricreduta. Innanzitutto il tempo è stato, almeno per un giorno clemente, e poi Erika mi ha portato alla Cascina Caremma che è un posto fantastico. Una vecchia cascina spersa nel verde, un'osteria sempre piena, un piccolo spaccio di prodotti della Cascina, e una mitica spa. Tra le nebbie del bagno turco, la sferzata gelida di una doccia scozzese, una nuotata in piscina e un pò di relax con tisana depurativa, ho capito che ci sono altre possibili interpretazioni e modi di vivere il nord. Lo so che sono lenta, e un po' prevenuta.. ma sto recuperando!

14 dicembre 2006 nella Food and Drink, ristoranti, tecnologia | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

Paris

Paris_prosecco Una ditta tedesca, la Rich Sales & Marketing su licenza della multinazionale americana Rich Corporation, sta lanciando un nuovo prodotto: il Prosecco in lattina, Paris Hilton come testimonial, una lattina dorata, da servire "eiskalt serviert", tutto prodotto italiano (prodotto nella Cantina Colli del Soligo a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso). Personalmente, trovo che sia un classico (e abbastanza banale) lancio in stile, tutto Usa. Paris è idiota, ma che possiamo farci? La lattina costerà intorno ai due euro, e potrebbe essere un boom.

Se il prodotto fosse di media qualità, se la lattina si dimostrasse un contenitore integro, se si trattasse di ottimizzare la vendita di tutto quel Prosecco falso (su cui ancora si è fatto poco) e soprattutto se non si facessero alcune gaffe, tipo quella di promuovere un vino italiano, vestiti alla bavarese all'Ocktober Fest, non ci sarebbe nulla da scandalizzarsi. Giusto?

26 settembre 2006 nella Food and Drink, tecnologia | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

firenze, uno schifo

Altan_nausea "Ho la nausea e non riesco a vomitare".

Ho chiuso il mio lavoro per la guida ristoranti su Firenze e l'unica sensazione dominante è la nausea. Sono delusa, al limite dell'imbarazzo, nell'aver trovato, proprio nella mia città, un livello di cucina, di ristorazione, e servizio talmente basso, triste e poco interessante. Ho fatto i salti mortali, per riuscire a presentare (nel complesso) una città in cui si può mangiare, diciamo, decentemente. Ho deciso di inserire le basi semplici della cucina casalinga, e di mercato della città. Posti dove si spende 15\20 euro, dove si mangia bello pesante, ma dove almeno si seguono ricette autentiche, si usa del buon'olio extravergine toscano e soprattutto non si ha la sensazione di essere uno dei tanti avventori\robot\turisti che invadono Firenze.

AltanA parte qualche rarissimo caso (non faccio nomi perché è ovvio... la guida uscirà in autunno), credo che a Firenze sia una delle città dove si mangia peggio in Italia. Forse la capitale assoluta! Se qualcuno mi chiederà come è stato fare la guida ristoranti a Firenze, voglio rispondere con un'altra vignetta del grande Altan. "Poteva andare peggio? No".

15 giugno 2006 nella Food and Drink, ristoranti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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