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Danilo

ti dedico questo altro tipo di storia di non buono rapporto con il "cibo"...

Settimana scorsa mi sono lasciata convincere a uscire per una pizza con amici di vecchia data. Me lo sono imposta, anche se per me è sempre motivo d’ansia mangiare con altre persone,
Cos’è successo? Niente di nuovo.Perché mangio troppo lentamente, pasticciando con il cibo che ho nel piatto; o perché, al contrario, sembro un lupo affamato e finisco tutto prima che gli altri siano arrivati a metà; o anche solo perché, quando mi mettono il piatto davanti, lo guardo come se fosse un esercizio di trigonometria troppo complicato da risolvere.
Ma, più di tutto, quel che mi snerva sono i litigi tra dee.
Sabato sono stata inamovibile, nonostante i sensi di colpa.
Ana: “Potresti benissimo dire di no. Non ci vai, punto e basta!”
Flo: “Ma io VOGLIO andare”
Ana: “Vuoi solo riempirti come un maiale!”
Flo: “No, non è vero. Voglio vedere i miei amici”
Ana: “E allora fallo davanti a un’insalata verde!”
Flo: “Un intero locale che mangia pizza e un’unica sfigata che bruca erbette. No, grazie, sono stanca di dare nell’occhio. Una sola serata normale, come tutti, non mi sembra di chiedere tanto!”
Ana si gira stizzita e interviene Mia, con la sua voce suadente: “Ma sì, fai bene. Quando torni a casa ti liberi di tutto quello che hai mangiato, così siamo tutti contenti.”
Flo: “No, io non sarei contenta. Mangerò la pizza e ho intenzione di digerirla fino all’ultima fogliolina di basilico!”
Mia storce il naso, disgustata.
Vado in bagno per prepararmi e sento che la discussione continua alle mie spalle.
Ana: “Tu le dai anche corda! Diventerà un maiale! E’ già un maiale!!!”
Mia: “Tanto non ce la farà a resistere senza vomitare…”
Ana: “Peggio per lei! A moment on the lips, forever on the hips! Non dica che non l’avevo avvisata!”
Cerco di non ascoltare e inizio a prepararmi. Mi sento molto in colpa, devo ammetterlo. So che non sto facendo niente di male, eppure vorrei trovarmi mille miglia lontana da questa situazione.
All’improvviso arriva lei. Mentre mi sto truccando, si fa annunciare da un attacco di aura talmente forte da costringermi a fermarmi. Un lampeggiare di luci bianche fluttua davanti ai miei occhi: “Preparati, tra poco sarò da te”, mi sussurra la dea Emi.
Cazzo, di nuovo?
Esco, incontro i miei amici, mangio, rido, racconto, mi comporto come tutti gli altri.
Tutto perfetto, se non fosse per quella lama che mi trafigge la testa e mi toglie le forze.
Eppure È tutto perfetto e sono grata ad Emi, perché so già come finirà la serata.
Per l’ennesima volta piegata sul WC, perché lei impedisce al mio stomaco di assorbire il cibo.
Ho cercato di resistere fino all’ultimo, ma alle cinque del mattino, ore e ore dopo aver mangiato, ho dovuto cedere. La digestione non era neppure iniziata.
Alle sette mi sono alzata e sono salita sulla bilancia; Ana e Mia erano dietro di me, curiose di conoscere il responso.
100 grammi in più.
“Che schifo!”, inorridisce Ana.
“Meno male che hai vomitato, se no sarebbe stato un chilo in più!”, mi fa notare Mia.
Emi non c’è, se n’è andata con due pastiglie di Indoxen. A lei non interessa sapere quanto peso, le vado bene sempre e comunque.

qoca

grazie
:)

ti sto leggendo...
ora ti linko

Francesca

Hi che mi fai conoscere: questo fluers de sucre mi sembra tutto da scoprire.
Su Cristalli di zucchero io ho la mia idea, che non credo coincida con la tua:-)
Ciao!


P.S.Ti segnalo che il link che hai messo al sito non funziona perchè manca una s

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